Prenotatelo subito: il 9 novembre  in Enoteca arriva il Magnatum Pico, il tubero più famoso del mondo! Da subito prenotate il vostro bianco gioiello, certi che da noi troverete il meglio possibile offerto dalla natura. 
 
E  allora facciamo due parole su questa meraviglia per cui appassionati di tutto il mondo sono disposti a fare follie. 
 
45355429 10209900440627772 1231001231204286464 nIl Tuber Magnatum , come chiamato dai Latini, il tartufo bianco,  è il re delle varietà di questo tubero straordinario. 
Il tartufo bianco ha il peridio liscio e la forma globosa, spesso molto appiattita ed irregolare. Il peridio è di colore giallo pallido o tendente all’ocra con chiazze rosso-brune. La gleba, percorsa da venature bianche molto ramificate, ha un colore che varia dal latte al rosa intenso, con sfumature brune. Le spore sono di tipo reticolate-alveolate, ad alveoli grandi. E’ il più grande tra i tartufi: raggiunge le dimensione di una grossa mela e, ogni anno, si raccolgono pochi esemplari che superano, anche abbondantemente il chilogrammo.
Il suo profumo inteso ed il sapore gradevole lo fanno considerare il più pregiato tra i tartufi. E’ reperibile solo nella tarda estate, in autunno e all’inizio dell’inverno, sotto querce, salici, tigli e pioppi, in terreni con umidità abbastanza elevata anche nel periodo estivo.
In questi ultimi anni, la produzione del Tuber Magnatum Pico si è molto ridotta, anche se ciò non è dimostrabile statisticamente, a causa della mancanza di dati. tart1
 
Una delle sue caratteristiche principali proprio è la scarsa reperibilità: cresce in terreni poveri di humus e vive in simbiosi con pioppi, salici, querce e tigli. L’area ipoteticamente perfetta nella quale potrebbe crescere è caratterizzata da una costante circolazione dell’aria ed il terreno dovrebbe essere ricco di calcio, morbido e umido.
tart2Estremamente difficile è trovare territori vocati in tal senso (Langhe, Roero e Monferrato in PIemonte, ma si trova  anche in tante altre zone italiane, Toscana, Umbria, Marche, Calabria e  - a sottolinearne l'unicità - diciamo anche che  i tentavi di coltivazione del tartufo bianco si sono rivelati molto deludenti.
Questo suo misterioso e imprevedibile  apparire, così legato all'andamento climatico e alle caratteristiche del terreno, è l'origine del suo fascino inimitabile e ragione della passione incredibile che anima i gourmet di tutto il mondo, ansiosi di "grattare" sottilissime lamelle di magia su un uovo, su un risottino, su una tagliata o su una battuta di fassona. 
Non potete resistere: qualche grammo di felicità dovete proprio concedervelo!!  
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Il video di presentazione dell'Enetoca Cremona con Patrizia Signorini

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