E' tutto piccino, la strada bianca che si inerpica su un colle fino a farsi viottolo; i muri di pietra strappati al tempo dove cadevano dimenticati; la porta, bassa e stretta per la quale passi; le stanze, piccole e infilate una nell'altra tenute insieme da pietre tolte alla collina; lei, avvolta in una giacca a vento enorme, ma non così grande come i suoi occhi e il suo sorriso.

Luci nel pomeriggio umido di questo luogo nascosto nella opulenta Franciacorta, dove tutto è grande e sfavillante, ma dove a volte il cuore è lontano. Mi ricorda la bellezza francescana, dove la pietra e la nuda terra erano nulla per i grandi ma furono la grandezza dei poveri che hanno eretto qualcosa che nessun tempo avrebbe mai potuto distruggere. In queste pietre sta il sogno di una ragazza, Alessandra, passata dal latino e dal greco direttamente a zappare la terra e fare spumante.

Lei ascolta. Osserva e ascolta. E' abituata al silenzio e molto meno alle parole; mette pietra su pietra perché così costruisce il suo sogno di fare vino e Dio solo sa da dove le sia arrivata questa voglia, questa passione così profonda da cambiarle la vita e da indicarle una strada che a mente serena fa venire i brividi tanto è erta di oneri e difficoltà. Ma lei guarda avanti ripercorrendo gesti e pratiche che ancora esistono nell'ancestrale memoria di chi fa vino, come i lavori di campagna a mano, la selezione a mano, il torchio a mano, la fermentazione spontanea, i vasi in cemento, le botti usate, l'attesa vigile e attenta che sorveglia ogni giorno cosa accade nel mosto e nel vino. Lei osserva e ascolta. E non dimentica nulla; trattiene ogni dettaglio sotto le ciglia di occhi capaci di esplodere in sguardi lieti e luminosi, mentre accenna un sorriso, quello pure capace di incantare. E' da sola in quattro mura diroccate in un posto sperduto sopra a una collina eppure trasmette una solidità e una energia da lasciare senza parole. I suoi spumanti sono come lei. Diritti, forti, complessi, cristallini. In ogni bottiglia esce un mondo nuovo, tutto proiettato in avanti, quasi un miracolo della natura, quella vegetale e quella umana. In ogni pietra e in ogni sorso ci sono i suoi sogni, ma soprattutto la sua volontà, il suo coraggio, la sua umiltà, di cui le mani provate dal lavoro sono la prova più evidente.
Una lezione meravigliosa oggi, ancor più bella perché arriva da una giovane ragazza che è molto, molto più di una sognatrice.

E' così che, pietra su pietra, si costruisce una vita.

 

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Il video di presentazione dell'Enetoca Cremona con Patrizia Signorini

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