In principio avevo pensato che Musica da tavola sarebbe stato il nome giusto per la mia Enoteca. Poi si decise di dedicarla alla città, e difatti siamo Enoteca Cremona.

Ma la musica è parte di me e di mio marito così come insieme siamo parte di Cremona, che è una città della musica. E così oggi è arrivato il pianoforte, e l'ho messo proprio in vetrina, perché vorrei che anche a chi passa frettolosamente ispirasse un sorriso, una voglia di leggerezza, un orizzonte più sereno, magari da rincorrere con un buon bicchiere di vino tra le mani.

Il sogno è parte di ognuno di noi. Senza sogno non si respira, non c'è speranza. Questo strumento suona per me, per l'amore che ho sempre avuto per la musica sin da quando ero piccolissima e strillavo le canzoni di Mina quasi prima ancora di parlare. Poi crescendo ho incontrato Andrea Mosconi, esimio professore di musica alla scuola media Virgilio nonché direttore del Coro del Liceo Classico Manin nel quale entrai subito, appena arrivata al Ginnasio. Poi l'incontro folgorante con Don Dante Caifa, nel 1975, che fra l'altro era stato insegnante di mio marito Ferdinando alle Magistrali, e che dal 1968 dirigeva il suo Coro Polifonico Cremonese. Mentre mi si spalancava il mondo di Monteverdi e di Bach, mentre un piccolo grande soprano di nome Ilaria Geroldi iniziava a gorgheggiare, con Riccardo Bianchi e Roberto Cipelli - oggi rispettivamente chitarrista e pianista di fama internazionale - cantavo jazz e boss nova; nel dopo-prove invece con gli amici coristi si intonavano tutti i canti popolari del dialetto cremonese mescolati a Palestrina e Campori e accanto a me, in classe, cresceva un musicista meraviglioso come Marco Fracassi. Poi venne il tempo del Polifonico diretto dal Maestro Dominguez, e infine  l'abbandono sulle note del Messia di Handel, perché l'Enoteca si sa reclama tempo e dedizione.

Ma ciò che si ama non cessa mai di vivere nel cuore. Quel pianoforte era in casa, lo aveva suonato e anche bene per diversi anni mio figlio Enrico: è stato come se un giorno mi avesse detto " Ma cosa aspetti a portarmi con te?". E così ho capito e l'ho portato qui.

Oggi si pavoneggia proprio in vetrina, secondo me è felicissimo di mostrarsi, e anche se io non so suonare spero che questo amore si senta nell'aria, sia contagioso,   e faccia entrare in questo piccolo mondo tutti coloro che amano la musica e vogliano accogliere l'invito a sostare in amicizia, concedendosi due chiacchiere e qualcosa di buono, all'ombra rassicurante del Torrazzo. 

Video presentazione

Il video di presentazione dell'Enoteca Cremona con Patrizia Signorini

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