Ricetta nata per favorire la diffusione del Reblochon, ottimo formaggio prodotto in Savoia.  Il Reblochon può essere comunque sostituito da formaggi simili. In questo caso ho usato del Montebore non troppo stagionato, ma sono certa che in ogni parte d'Italia potrete trovare dei formaggi locali con caratteristiche similari a quello francese: essere grasso, avere la pasta morbida, fondere benissimo e non avere un gusto troppo deciso. Quindi, non va assolutamente bene usare formaggi a pasta filata (tipo mozzarelle e scamorze) perché non si scioglierebbero nel modo giusto, e neppure formaggi dal gusto troppo intenso come gli erborinati o formaggi piccanti, dato che si usa una grande quantità di formaggio il risultato alla fine sarebbe un piatto con un gusto troppo forte.

Pulite le cipolle, tagliatele a fette sottili, gettatele in una padella grande assieme alla pancetta (o al prosciutto) tagliata a pezzettini. Fate cuocere a fuoco moderato mescolando di frequente fino a quando la cipolla sarà morbida e la pancetta avrà rilasciato il suo grasso. Pelate le patate, tagliatele a fette sottili e gettatele nella padella con la cipolla. Fate rosolare qualche minuto a fuoco vivo. Bagnate con il vino bianco, salate e pepate. Portate a cottura le patate, se necessario unite poca acqua calda di tanto in tanto.  Versate il composto di patate e pancetta in una pirofila imburrata, e deponeteci sopra la forma di Reblochon tagliata a metà, oppure il formaggio scelto tagliato a fette (in questo caso si tratta del Montebore).  Cuocete la tartiflette nel forno caldo a 200 gradi per 20/30 minuti, comunque fino a quando il formaggio sarà ben fuso e si sarà formata sopra un crosticina croccante.

http://cuciniera.blogspot.it/2015/01/tartiflette-ricetta-invernale-francese.html

 

IL VINO

Grande gusto, rustico e succulento: impossibile non versare nel bicchiere un rosso robusto e di forte impronta come una grande Barbera. Penso alla Romualda di Ferdinando Principiano, un paradigma del territorio langhetto. Già il nome, che ci porta a quel Pian Romualdo considerato da chi conosce bene il territorio il punto più vocato per la produzione della Barbera, qui più profumata e tonica rispetto alle molte altre pur eccellenti prodotte in Langa. Ferdinando Principiano è tenace e determinato nel suo percorso produttivo dedicato alla naturalità e alla definizione caratteriale dei suoi vini. Con la Romualda ci regala una Barbera intensa, profonda, piena di sfumature e con quella tensione vibrante che la pone molto in alto nella mia ideale classifica della tipologia. Le Barbera de La Romualda maturano su 7.000 metri quadri di terreno con vigne di sessant'anni.
poste nella sottozona denominata Pian di Romualdo a Monforte d'Alba. Attenzione in ogni fase fenologica e drastici diradamenti permettono di raggiungere la piena maturazione e concentrazione permettendo di vendemmiare a fine settembre. Fermentazione e macerazione senza inoculo di lieviti e senza solforosa aggiunta per un periodo variabile tra i 30 ed i 60 giorni.. L'affinamento di venti mesi avviene in botti di 400 litri e successivamente nelle circa 1.800 bottiglie prodotte.